MAURIZIO GALIMBERTI

DALLA MIA FOTOGRAFIA ALLA CASA DI HILDE

La casa di Hilde è la casa del sogno, è la casa dove io fotografo, dove trovo il mio ambiente naturale per realizzare le immagini/scritture che raccontano il mio amore e ossessione per la Fotografia.
Un vasetto parigino sta sulla finestra che si affaccia sul parco, un volto di donna scrive la mia Fotografia tra Hilde e Man Ray.
La “Robe pop de Charlotte”, racconta che gli angeli entrano nella casa, ci volano dentro felici, ecco le zucche colorate, loro sono la mia ossessione alle forme plastiche da regalare a Brancusi e alla sua Leda.
Scritture di fiori a intreccio, a seguire polaroid di fiori manipolati, il tutto per sentirmi dentro un grande laboratorio creativo Dada, con la macchinina gialla di cartone, arrivata da Cuba via Giuliana Scime’.
Un Babbo Natale in bicicletta arriva dentro il mondo di Hilde, un ritratto dada, un ritratto tra Gastel & Picasso, un fiore pop manipolato, forbici appese alla porta Surrealisme, quante idee giocose nascono nel mio laboratorio Dada, fortemente Dada!
Arrivano immagini che raccontano il mio essere Futurista/Duchampiano, immagini prodotte interagendo con i miei oggetti d’affezione (cartoline, fiori, farfalle eterne, posate).
Mi sento in un grande pathos emozionale, mi sento nel mondo fiabesco di Italo Calvino.
Domatori di circo, acrobati, tigri, farfalle, mangio tutto a casa di Hilde con la mia Polaroid, tutto entra dentro la mia fragile scrittura.
Delle zucche si sostengono l’una con l’altra, sono una famiglia, mi ricordano Eleonora e Giorgio, la mia antica ed eterna famiglia.
La Casa di Hilde raccoglie la mia famiglia di oggi con la capo tribù Maria Sole, il mio amato Tommaso Maurizio e Carlo Maria.
Loro sono il mio vivere, loro scrivono il mio sognare tra la vita e la Fotografia, una storia magica, vorrei non finisse mai…


Monza, casa di Hilde
20/1/2025
ore 15.10
by Maurizio Galimberti


biografia

Maurizio Galimberti nasce a Como nel 1956. Studia da geometra, professione a cui si dedica per qualche anno. Si avvicina alla fotografia analogica, trovando nella Polaroid il suo strumento di elezione nel 1983. Fin da giovane sviluppa uno sguardo abituato alla frammentazione: dalle griglie delle finestre ai ponteggi dei cantieri. Questi elementi affinano la sua visione del mondo e contribuiscono alla creazione dei “mosaici fotografici”, tecnica che viene applicata per immortalare volti, ma anche vedute urbane, paesaggi e nature morte. 
Dal 1991 collabora con Polaroid Italia e nel 1996 diventa ritrattista ufficiale alla Mostra del Cinema di Venezia. Autore di numerosi progetti site specific in città come New York, Roma o Milano, Galimberti continua oggi la sua produzione, dedicandosi a progetti e ricerche su tematiche storicizzate e di attualità.

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